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CAM INFORMA

Nuovi requisiti tecnici per ottenere il 55% per la riqualificazione energetica degli edifici
del: 2010-02-26

L’Ance spiega che con la pubblicazione del D.M. 26 gennaio 2010, “Aggiornamento del decreto 11 marzo 2008 in materia di riqualificazione energetica degli edifici”, nella Gazzetta Ufficiale n. 35 del 12/02/2010, vengono modificati, tra l'altro, i valori limite della trasmittanza delle strutture opache e delle chiusure apribili e assimilabili, che delimitano l'edificio verso l'esterno o verso locali non riscaldati, per accedere alla detrazione fiscale del 55% delle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti.
La detrazione del 55% era stata introdotta dall'art. 1, commi 344-349, della legge 296/2006, Finanziaria 2007 e prorogata fino al 31 dicembre 2010 dall'art. 1, commi 20-24 della legge 244/2007, Finanziaria 2008.




IN CRESCITA LE RICHIESTE DEI MUTUI
del: 2010-02-26

Nel primo mese del 2010 la crescita della domanda dei mutui ipotecari da parte delle famiglie italiane fa registrare un +12% rispetto allo stesso mese del 2009 (dato ponderato sui giorni lavorativi).
Considerando che questo confronto prende come riferimento un periodo (il 2009) non brillante per il settore del credito, è importante comparare la domanda del mese scorso anche con quella dello stesso mese di due anni fa: rispetto allo stesso periodo del 2008 la domanda di Gennaio 2010 fa segnare un +4% (dato ponderato sui giorni effettivamente lavorati), confermando quindi un trend positivo. I dati evidenziano come la domanda di mutui ipotecari a gennaio 2010 si mantenga su un sentiero positivo, confermando la tendenza evidenziata nel 2009.



GRANDE SUCCESSO PER LE RISTRUTTURAZIONI
del: 2010-01-18

Alla fine di novembre si contano quasi 410mila lavori edilizi avviati. Abbattuto quindi, con un mese di anticipo sulla fine dell’anno, il vecchio record detenuto dal 2007. La nuova performance incrementa il primato, al momento, del 10,7%. Il confronto con il 2008 è ancora più vistoso. Infatti, l’aumento, rispetto allo scorso anno, considerando lo stesso periodo gennaio-novembre, è del 16,1%.
Grande risultato quindi per il 36%, che si conferma una delle agevolazioni fiscali più gradite dagli italiani. Quest’anno poi è stata introdotta anche la possibilità di cumulare il beneficio con lo sconto del 20% sull’acquisto di mobili, elettrodomestici di classe non inferiore ad A+, televisori e computer, ma solo se utilizzati per arredare una casa ristrutturata in regime agevolato.


I DETTAMI PER LA CASA NELLA FINANZIARIA
del: 2010-01-14

Riflettori puntati sulla Finanziaria 2010. Soprattutto per quello che riguarda il settore casa: sembra infatti arrivare qualche buona notizia per chi vuole ristrutturare la propria abitazione. Viene, infatti, prorogata sino al 2012 la detrazione Irpef al 36% sulle spese sostenute per gli interventi di ristrutturazione e di recupero del patrimonio edilizio.
L’agevolazione si estende anche in favore di acquirenti o intestatari di immobili ristrutturati da imprese di costruzione.
I lavori devono essere eseguiti entro il 31 dicembre 2012 e l’assegnazione dell’immobile deve avvenire entro il 30 giugno 2013.
Confermata quindi la detrazione al 36%, con un massimale di 48 mila euro ammortizzabile in dieci anni, sia per le singole unità immobiliari e delle relative pertinenze.
Dal 2012 entrerà a regime l’agevolazione dell’aliquota IVA 10% sui lavori di recupero su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata. Ricordiamo che venerdì scorso l’Aula della Camera ha terminato l’esame degli articoli del ddl bilancio bocciando tutti gli emendamenti. Il voto finale sul provvedimento si terrà dopo il via libera alla finanziaria e alla nota di variazione al bilancio.


IL PIL: un quinto dal settore immobiliare
del: 2010-01-14

Tornano sotto i riflettori i mutui e i problemi delle famiglie con il pagamento della rata del finanziamento. Secondo la Banca d’Italia nel 2008 il valore medio dell’importo della rata si attestava al 20,5% del reddito disponibile, con una crescita di oltre tre punti percentuali rispetto al valore rilevato nel 2006.
Lo studio sul mercato immobiliare, curato da Fabio Panetta per Bankitalia, sottolinea anche come ancora troppo alta sia la propensione degli italiani a scegliere mutui a tasso variabile. Alla fine del 2008 la loro quota era pari al 64% del totale, con punte del 75% nel Nord Est e del 70% nel Nord Ovest. E per quanto riguarda i nuovi contratti, nei primi nove mesi del 2009 soltanto il 41% ha scelto di rivolgersi al tasso fisso, una quota inferiore di 18 punti percentuali rispetto alla media dell’area dell’euro.
Secondo la ricerca, nel 2008 il comparto immobiliare rappresentava in Italia il 19,5% del PIL a prezzi correnti. L’aumento rispetto all’inizio del decennio (2,7 punti percentuali) è in larga parte attribuibile agli investimenti in costruzioni (passati dall’8,6% del PIL nel 2000 al 9,9% nel 2008) e agli affitti complessivi (dal 7,4% all’8,6%). L’incidenza sul PIL dei costi per il trasferimento della proprietà immobiliare, che includono le commissioni di intermediazione delle agenzie, è cresciuta di due decimi di punto, all’1% nel 2008.
Nel confronto con gli altri paesi, l’incidenza sul PIL del comparto immobiliare in Italia è lievemente superiore a quella stimabile per Germania e Gran Bretagna (intorno al 18%), ma assai inferiore a quella stimabile per Francia e Spagna (circa il 25%) e, soprattutto, per l’Irlanda (28%); rispetto a questi ultimi paesi, il più contenuto sviluppo del settore immobiliare italiano riflette quello degli investimenti in costruzioni.
Le attività immobiliari costituiscono la componente principale della ricchezza delle famiglie italiane.
Secondo le stime della Banca d’Italia, nel 2007 esse ammontavano a circa 4.400 miliardi di euro, pari al 61% delle attività complessive delle famiglie consumatrici. Il loro valore era pari a quattro volte quello del reddito disponibile, contro 2,5 e 3,1 volte in Francia e in Germania, rispettivamente. Nel nostro paese la forte rilevanza della ricchezza immobiliare si associa a una quota elevata di famiglie che vivono in abitazioni di proprietà: 73,7% nel 2007, circa 16 punti in più della media dell’area dell’euro.


NESSUNA BOLLA IMMOBILIARE, IN ARRIVO DUE ANNI DI CRESCITA
del: 2009-12-14

Secondo gli operatori del settore contattati da Banca d’Italia i prossimi due anni saranno caratterizzati da una crescita positiva del settore. A rivelarlo il 60% degli agenti coinvolti nel consueto sondaggio di Palazzo Koch
Stabile la quota di operatori che ha vendutto almeno un immobile (65%). Stabili i tempi medi che intercorrono tra il conferimento dell’incarico e la vendita effettiva (6-7 mesi). Stabile la percentuale di compravendite portate a termine grazie all’accensione di un mutuo (69%).
E’ questo lo scenario che emerge dal Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia condotto da Banca d’Italia tra il 5 e il 27 ottobre, e relativo all’andamento del terzo trimestre 2009.
Non solo. “Nel terzo trimestre del 2009 il saldo negativo tra le indicazioni di aumento e di diminuzione dei prezzi si è ulteriormente ridotto (a -44,5 punti percentuali, da -53,2 nel trimestre precedente)” si legge nel report di Palazzo Koch sal quale emerge, soprattutto un ritrovato ottimismo tra gli operatori. ” Le agenzie segnalano per il trimestre in corso una notevole attenuazione del pessimismo circa le condizioni del proprio mercato di riferimento: il saldo tra giudizi “favorevoli” e “sfavorevoli”, dopo il temporaneo, forte peggioramento osservato nel trimestre primaverile (-22,6 punti percentuali), si è fortemente ridotto a -3,9 punti percentuali” scrivono da Bankitalia.
E l’ottimismo cresce se si guardano alle prospettive dei prossimi due anni. “Il quadro di medio termine rimane favorevole e in lieve miglioramento rispetto all’inchiesta precedente: le prospettive per i prossimi due anni sono giudicate positive da quasi il 60 per cento delle agenzie (contro il 55,5 in luglio) e in peggioramento per il 16 per cento (contro il 18,6)” conclude il report.
Un segnale importante per un mercato che vive sempre sulla soglia della bolla speculativa.
Le informazioni contenute in bluerating.com si basano su fonti ritenute attendibili, non ne possiamo tuttavia garantire l’assoluta esattezza o veridicità. Le opinioni espresse nei contributi giornalistici possono essere modificate senza preavviso e sono redatte a solo scopo informativo e non costituiscono sollecitazione al pubblico risparmio. Chiunque ne faccia un uso diverso da quello per cui sono state pensate se ne assume la piena responsabilità.


AGENZIA DELLE ENTRATE: aggiornata la guida alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico
del: 2009-12-14

L’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile sul proprio sito Internet la Guida relativa alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico degli edifici esistenti, alla luce delle ultime modifiche apportate, contenute nell’art.29 del D.L. 185/2008 (convertito, con modificazioni, nella Legge 2/2009), nell’art.31, comma 1, della Legge 23 luglio 2009, n.99 e, da ultimo, nel Decreto Interministeriale del 6 agosto 2009, che prevede la semplificazione degli adempimenti amministrativi per usufruire della detrazione in questione.
L’Ance segnala che la Guida edita dall’Agenzia delle Entrate tiene conto delle novità introdotte, tra cui:
- l’introduzione di una comunicazione da inviare all’Agenzia delle Entrate, nel caso in cui i lavori proseguono oltre un periodo d’imposta (individuata dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Protocollo n.57639/2009);
- la ripartizione in cinque rate annuali di pari importo per gli interventi eseguiti a decorrere dall’anno d’imposta 2009 (nel 2008 la ripartizione andava da un minimo di tre a un massimo di dieci rate annuali);
- la sostituzione, con effetto retroattivo, della tabella dei valori minimi di trasmittanza termica;
- l’esonero, anche per le caldaie a condensazione, a partire dal 15 agosto 2009, della presentazione dell’attestato di qualificazione energetica (l’esonero si applicava già per la sostituzione di finestre e degli infissi e per l’installazione di pannelli solari).
Tra le novità di cui tener conto per fruire dell’agevolazione legata alla riqualificazione energetica degli edifici, non citate nella Guida dell’Agenzia, spicca quella dei nuovi valori di riferimento sul risparmio energetico, che è necessario rispettare dal 1° gennaio 2010.
In particolare, per ottenere la detrazione del 55%:
- per gli interventi di riqualificazione energetica “globale” (art.1, comma 344, della Legge 296/2006), occorre far riferimento ai valori limite di fabbisogno di energia primaria annua per la climatizzazione invernale riportati nelle tabelle del punto 2 dell’Allegato A del Decreto 11 marzo 2008;
- per gli interventi sulle strutture opache orizzontali, verticali, e sulle finestre comprensive di infissi (art.1, comma 345, della Legge 296/2006), i valori limite di trasmittanza termica a cui far riferimento sono quelli riportati nella tabella del punto 2 dell’Allegato B del medesimo Decreto 11 marzo 2008.


INVESTIRE NEGLI IMMOBILI E' SEMPRE CONVENIENTE
del: 2009-11-23

«Investire in immobili è, oggi più che mai, protettivo e sicuro». Non ha dubbi il presidente della Camera di commercio, Francesco Bettoni, nel sostenere in questa fase di mercato l’acquisto di una casa. Un auspicio che, come emerso a margine della presentazione del listino in Cdc, trova forza nella situazione attuale, considerati i volumi (significativi) di invenduto - sia nuovo che usato - e le difficoltà con le quali devono fare i conti molti operatori del comparto.
«I COSTRUTTORI sono molto preoccupati - sottolinea Giuliano Paterlini, vicepresidente del Collegio di Brescia -: il mercato è stagnante, il nostro è un comparto che entra in sofferenza per ultimo, ma per ultimo esce anche dalla crisi. È necessario che anche le banche facciano la loro parte, perché è possibile acquistare a prezzi interessanti, potendo scegliere fra un’ampia gamma». Una situazione confermata anche dal listino di Borsa Immobiliare che, con l’obiettivo di fornire dati il più possibile oggettivi, mostra prezzi in discesa e incrementi reali in negativo ma superiori nel lungo periodo agli indici di Borsa. «Il nostro osservatorio ci dice che comprare casa oggi è molto meglio che investire a Piazza Affari, oppure di qualsiasi altra operazione speculativa - conclude il presidente Bettoni -: è giunto il momento che tutti se ne accorgano».


GLI ITALIANI E IL RISPARMIO: il mattone rimane l'investimento preferito
del: 2009-11-20

In occasione della Giornata Mondiale del Risparmio, da nove anni Acri, l’Associazione delle Casse di risparmio Spa e delle Fondazioni di origine bancaria, presenta un’indagine sugli Italiani e il risparmio, realizzata in collaborazione con Ipsos. I principali risultati sono suddivisi in due macroaree: una prima, comune alle nove rilevazioni (dal 2001al 2009), che consente di delineare quali siano oggi l’atteggiamento e la propensione degli Italiani verso il risparmio, evidenziando i cambiamenti rispetto al passato; una seconda focalizzata sul tema specifico della Giornata, che è dedicata quest’anno a “Risparmio ed economia reale: la fiducia riparte dai territori”.
Dall’indagine Acri – Ipsos emerge che il cittadino italiano dimostra una buona capacità di adattamento, riorganizza la propria vita in conseguenza della crisi, relativizza le proprie aspettative. Egli modifica e, ove necessario, ridimensiona i propri consumi, risparmia o tenta di farlo anche quando è in difficoltà, pensa che gli sforzi per uscire dalla crisi debbono essere fatti con coesione locale e buon coordinamento a livello internazionale, quindi incrementa la sua fiducia nell’Unione Europea. Guarda al futuro con un ottimismo nuovo, che “non è euforico”. La preoccupazione per la gravità della crisi infatti è forte (il 78% degli Italiani ritiene che sia grave) e per la sua durata (il 57% prevede che ci vorranno più di 3 anni per uscirne del tutto). Quasi due terzi degli Italiani (il 62% contro il 65% del 2008) nell’ultimo anno hanno inoltre continuato a sperimentare dei disagi, ma più della metà della popolazione si dichiara soddisfatta della propria situazione economica (il 54% contro il 51% del 2008), il dato più alto dal 2002.
Riguardo all’investimento del proprio risparmio, la preferenza per la liquidità rimane ancora il tratto che caratterizza gli Italiani. Il 62% (era il 60% nel 2008) tiene o terrebbe i risparmi liquidi, mentre solo il 33% (era il 35%) li investe o li investirebbe: tra questi calano sensibilmente coloro che hanno la tendenza a investire buona parte dei loro risparmi (dal 12% del 2008 al 9%). Tra le possibili forme di investimento, i più considerano ancora “il mattone” (54%) l’investimento ideale; aumentano i propensi all’investimento a rischio, che raddoppiano, passando dal 3% nel 2008 all’attuale 6%.
In merito alla percezione delle regole e dei controlli per la tutela del risparmio, il numero dei fiduciosi torna a contrarsi: nel 2008 il 44% riteneva regole e controlli efficaci, ora il dato è del 39%. Gli Italiani sembrano sperare in una legislazione più severa, con l’idea che questa consentirebbe rendimenti più certi (39% sul totale, 48% sugli investitori).
La crisi ha indotto molti Italiani a ridefinire il livello e lo spettro dei propri consumi: coloro che hanno sperimentato difficoltà li hanno drasticamente ridotti, ma anche quelli che non hanno visto peggiorare il proprio tenore di vita dichiarano di aver calmierato i propri.
La crisi sembra aver indotto ad investire di più sul futuro (55%) piuttosto che concentrarsi sull’immediato “carpe diem” (40%).