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CAM INFORMA

USA: COMPROMESSI ACQUISTO CASE +8,2% A febbraio, e' l'aumento maggiore dal 2001
del: 2010-04-19

NEW YORK, 5 APR - I compromessi per l'acquisto di abitazioni non nuove hanno segnato a febbraio un rialzo dell'8,2% rispetto al mese precedente. Lo dice la National Association of Realtors. In gennaio i compromessi sono scesi del 7,8% (dato rivisto al ribasso). Il +8,2% registrato in febbraio rappresenta l'aumento maggiore dall'ottobre 2001. L'incremento registrato e' al di sopra delle attese e mostra, affermano alcuni analisti, come il mercato immobiliare si stia un po' riprendendo.

AGLI ITALIANI LA CASA PIACE NUOVA - Nel 2009 è cresciuta del 18% la richiesta di immobili di nuova costruzione
del: 2010-04-19

Una casa completamente nuova, spesso ancora su carta: la preferenza degli italiani in fatto di acquisti immobiliari sembra essere chiara e definita. Ad attestare la predilezione italica per il "nuovo di cantiere" è una ricerca condotta dal Gruppo Immobiliare.it sulla base di dati raccolti attraverso il sito NuoveCostruzioni.it.

Quanto piace il cantiere
Secondo la recente indagine, nel corso dell'anno scorso la richiesta per alloggi di nuova costruzione si è impennata del 18%. A indirizzare gli italiani verso gli immobili nuovi fiammanti sarebbero stati vari motivi: la maggiore facilità di ottenere mutui (in caso di acquisto di immobili nuovi le banche sono disposte a finanziare fino al 61% dell'esborso, mentre per gli usati arrivano a un massimo del 53%), la migliore efficienza energetica dei nuovi immobili, nonché una più ampia disponibilità dei costruttori a concedere più vantaggiosi.

Regione per regione
Accorpando i dati secondo l'area geografica, si nota che la più alta percentuale di richieste di nuovi immobili è localizzata nel Nord Est (dove le domande sono cresciute del 17%). La città campione d'Italia del settore è Torino (+21%), seguita da Milano e Verona (+19% per entrambe) e quindi Padova (+17%). Il fascino dell'usato, invece, è particolarmente elevato a Napoli, dove la richiesta di immobili nuovi è aumentata solo del 5%.

Chi compra case nuove?
Ad acquistare immobili freschi di cantiere è soprattutto chi cerca una prima casa: sulle transazioni condotte in porto, infatti, ben il 44% ha questa finalità (nel 33% dei casi, invece, il nuovo immobile va a sostituire la prima casa). 18 volte su cento, invece, le case di nuova costruzione vengono comprate a fini di investimento.


IL REAL ESTATE IMMOBILIARE QUEST'ANNO RIPARTIRA'
del: 2010-04-19

La qualità dell'offerta e i prezzi più vantaggiosi, prevede un'analisi di Jones Lang LaSalle, dovrebbero far crescere la domanda di spazi ad uso ufficio.

Secondo i dati relativi al quarto trimestre 2009 elaborati dall'European Property Clock di Jones Lang LaSalle, le economie europee mostrano incoraggianti segnali di ripresa economica. Tuttavia, il gap tra l'economia in senso stretto e l'impatto che la ripresa avrà sul mondo degli utilizzatori rimane ampio e potrà risultare in un ritardo nella ripresa dell'assorbimento di spazi ad uso ufficio. Nell'ultimo trimestre dell'anno molti paesi si sono mossi in modo differente sull'orologio immobiliare, con alcuni mercati entrati nella fase di bottoming out del ciclo, e che quindi si apprestano a cominciare la ripresa nel corso del 2010 (Londra, Varsavia, Oslo), mentre altri che devono ancora esaurire il ciclo di contrazione dei prime rent (Roma, Milano, Atene e Barcellona).

La ripresa inglese
A livello Emea, l'indice European prime office rental, basato sulla performance di 24 mercati, è diminuito dello 0,8% nel quarto trimestre 2009, dopo aver registrato una contrazione simile nel terzo trimestre. Nel corso del quarto trimestre 2009 i canoni prime sono ulteriormente scesi in 9 dei 24 mercati monitorati, variando dal -4.3% di Varsavia al -1.7% di Monaco. Tra questi troviamo anche altri grandi mercati tedeschi, come Francoforte (-2.9%), Berlino (-2.4%) e Dusseldorf (-2.2%), che fino a ora erano rimasti indietro nel ciclo europeo. Londra, che ha registrato una diminuzione dei canoni prime pari a quasi il 35% dal loro punto di picco, è il primo mercato ad aver raggiunto la fine della fase di declino; la crescente fiducia del settore fa presumere che i canoni prime possano ricominciare a crescere nella prima parte del 2010.

La stabilità del prime rent
Nei due mercati italiani il prime rent è rimasto stabile nel quarto trimestre del 2009, pari a 420 euro per metro quadro a Roma e a 500 euro al metro quadro a Milano. «A Roma abbiamo registrato nel corso del 2009 una crescente domanda da parte di società che cercano uffici piccoli in centro, dove l'offerta continua ad essere scarsa - afferma Luca Di Nisio, responsabile dell'ufficio di Roma di Jones Lang LaSalle - . Ciò ha contribuito a tenere i canoni fermi in queste aree e, allo stato attuale, non crediamo che ci sarà uno squilibrio tra offerta e domanda nei prossimi mesi tale da far nuovamente crescere i canoni prime nel breve periodo. Riteniamo però che entro la fine del 2010 anche Roma tornerà alle ore 6 dell'orologio, almeno per il prodotto prime nel Cbd (Central Business District)».

Maggiore competizione nel milanese
A Milano la situazione è diversa e la stabilità dei canoni prime nel quarto trimestre rispetto al precedente è attribuibile principalmente a due fattori: innanzitutto all'attività crescente di transazioni nelle zone del Cbd e centro, registrata negli ultimi mesi dell'anno, con canoni compresi nel range 400-500 euro per metro quadro o superiori in casi molto particolari; il secondo fattore riguarda la minore flessibilità mostrata da alcune proprietà che continuano a richiedere canoni elevati per alcuni immobili in centro. «A Milano alla fine del 2009 sono stati completati poco più di 100.000 mq di nuovi uffici speculativi, ciò ha spinto il vacancy rate al 9,1% - spiega Yannis De Francesco, responsabile del dipartimento Office Agency di Milano di Jones Lang LaSalle - Finalmente anche a Milano diventa concreta la competizione fra tutti i prodotti nuovi di buona qualità e a prezzi dimezzati rispetto ai canoni prime. I grandi utilizzatori, che dalla seconda metà del 2008 sono in attesa che migliori il mercato, oggi iniziano ad avere l'evidenza di bilanci sani. Ci aspettiamo che essi tornino a cercare attivamente l'ufficio dei sogni che meglio si adatti alla loro attività, a canoni vantaggiosi ».

Incontro tra domanda e offerta
Pierre Marin, Ceo di Jones Lang LaSalle, ha commentato: «Mentre migliorano le prospettive economiche, rimane critica la situazione relativa al mercato del lavoro e molto ci si aspetta dagli incentivi governativi allo studio in molti paesi europei. In tutta Europa la fiducia nel mercato continua ad aumentare rispetto ai minimi storici dell'inizio del 2009, ma l'imperativo dominante nelle aziende rimane il cost saving anche per i prossimi anni. Tuttavia, alcune società stanno iniziando a capire l'opportunità derivante da questo momento di mercato a loro favorevole, con molto prodotto di buona qualità disponibile sul mercato. Il 2010 sarà caratterizzato da un fragile equilibrio economico, e la minaccia della disoccupazione avrà una ripercussione diretta sulla domanda immobiliare. In compenso le grandi Corporate, che hanno rimandato le proprie decisioni nel corso del 2009, oggi guardano con più fiducia ed un cauto ottimismo al futuro. Il 2009 si è chiuso con un aumento dell'offerta di spazi di qualità e ciò ha contribuito a creare maggiore competitività, in particolare nelle zone semicentrali e periferiche. In questa situazione, il rilancio del mercato immobiliare potrà avvenire, secondo noi, solo se ci sarà un adeguamento dei canoni di locazione tale da facilitare l'incontro tra offerta e domanda».


Nuovi requisiti tecnici per ottenere il 55% per la riqualificazione energetica degli edifici
del: 2010-02-26

L’Ance spiega che con la pubblicazione del D.M. 26 gennaio 2010, “Aggiornamento del decreto 11 marzo 2008 in materia di riqualificazione energetica degli edifici”, nella Gazzetta Ufficiale n. 35 del 12/02/2010, vengono modificati, tra l'altro, i valori limite della trasmittanza delle strutture opache e delle chiusure apribili e assimilabili, che delimitano l'edificio verso l'esterno o verso locali non riscaldati, per accedere alla detrazione fiscale del 55% delle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti.
La detrazione del 55% era stata introdotta dall'art. 1, commi 344-349, della legge 296/2006, Finanziaria 2007 e prorogata fino al 31 dicembre 2010 dall'art. 1, commi 20-24 della legge 244/2007, Finanziaria 2008.




IN CRESCITA LE RICHIESTE DEI MUTUI
del: 2010-02-26

Nel primo mese del 2010 la crescita della domanda dei mutui ipotecari da parte delle famiglie italiane fa registrare un +12% rispetto allo stesso mese del 2009 (dato ponderato sui giorni lavorativi).
Considerando che questo confronto prende come riferimento un periodo (il 2009) non brillante per il settore del credito, è importante comparare la domanda del mese scorso anche con quella dello stesso mese di due anni fa: rispetto allo stesso periodo del 2008 la domanda di Gennaio 2010 fa segnare un +4% (dato ponderato sui giorni effettivamente lavorati), confermando quindi un trend positivo. I dati evidenziano come la domanda di mutui ipotecari a gennaio 2010 si mantenga su un sentiero positivo, confermando la tendenza evidenziata nel 2009.



INVESTIRE NEGLI IMMOBILI E' SEMPRE CONVENIENTE
del: 2009-11-23

«Investire in immobili è, oggi più che mai, protettivo e sicuro». Non ha dubbi il presidente della Camera di commercio, Francesco Bettoni, nel sostenere in questa fase di mercato l’acquisto di una casa. Un auspicio che, come emerso a margine della presentazione del listino in Cdc, trova forza nella situazione attuale, considerati i volumi (significativi) di invenduto - sia nuovo che usato - e le difficoltà con le quali devono fare i conti molti operatori del comparto.
«I COSTRUTTORI sono molto preoccupati - sottolinea Giuliano Paterlini, vicepresidente del Collegio di Brescia -: il mercato è stagnante, il nostro è un comparto che entra in sofferenza per ultimo, ma per ultimo esce anche dalla crisi. È necessario che anche le banche facciano la loro parte, perché è possibile acquistare a prezzi interessanti, potendo scegliere fra un’ampia gamma». Una situazione confermata anche dal listino di Borsa Immobiliare che, con l’obiettivo di fornire dati il più possibile oggettivi, mostra prezzi in discesa e incrementi reali in negativo ma superiori nel lungo periodo agli indici di Borsa. «Il nostro osservatorio ci dice che comprare casa oggi è molto meglio che investire a Piazza Affari, oppure di qualsiasi altra operazione speculativa - conclude il presidente Bettoni -: è giunto il momento che tutti se ne accorgano».


GLI ITALIANI E IL RISPARMIO: il mattone rimane l'investimento preferito
del: 2009-11-20

In occasione della Giornata Mondiale del Risparmio, da nove anni Acri, l’Associazione delle Casse di risparmio Spa e delle Fondazioni di origine bancaria, presenta un’indagine sugli Italiani e il risparmio, realizzata in collaborazione con Ipsos. I principali risultati sono suddivisi in due macroaree: una prima, comune alle nove rilevazioni (dal 2001al 2009), che consente di delineare quali siano oggi l’atteggiamento e la propensione degli Italiani verso il risparmio, evidenziando i cambiamenti rispetto al passato; una seconda focalizzata sul tema specifico della Giornata, che è dedicata quest’anno a “Risparmio ed economia reale: la fiducia riparte dai territori”.
Dall’indagine Acri – Ipsos emerge che il cittadino italiano dimostra una buona capacità di adattamento, riorganizza la propria vita in conseguenza della crisi, relativizza le proprie aspettative. Egli modifica e, ove necessario, ridimensiona i propri consumi, risparmia o tenta di farlo anche quando è in difficoltà, pensa che gli sforzi per uscire dalla crisi debbono essere fatti con coesione locale e buon coordinamento a livello internazionale, quindi incrementa la sua fiducia nell’Unione Europea. Guarda al futuro con un ottimismo nuovo, che “non è euforico”. La preoccupazione per la gravità della crisi infatti è forte (il 78% degli Italiani ritiene che sia grave) e per la sua durata (il 57% prevede che ci vorranno più di 3 anni per uscirne del tutto). Quasi due terzi degli Italiani (il 62% contro il 65% del 2008) nell’ultimo anno hanno inoltre continuato a sperimentare dei disagi, ma più della metà della popolazione si dichiara soddisfatta della propria situazione economica (il 54% contro il 51% del 2008), il dato più alto dal 2002.
Riguardo all’investimento del proprio risparmio, la preferenza per la liquidità rimane ancora il tratto che caratterizza gli Italiani. Il 62% (era il 60% nel 2008) tiene o terrebbe i risparmi liquidi, mentre solo il 33% (era il 35%) li investe o li investirebbe: tra questi calano sensibilmente coloro che hanno la tendenza a investire buona parte dei loro risparmi (dal 12% del 2008 al 9%). Tra le possibili forme di investimento, i più considerano ancora “il mattone” (54%) l’investimento ideale; aumentano i propensi all’investimento a rischio, che raddoppiano, passando dal 3% nel 2008 all’attuale 6%.
In merito alla percezione delle regole e dei controlli per la tutela del risparmio, il numero dei fiduciosi torna a contrarsi: nel 2008 il 44% riteneva regole e controlli efficaci, ora il dato è del 39%. Gli Italiani sembrano sperare in una legislazione più severa, con l’idea che questa consentirebbe rendimenti più certi (39% sul totale, 48% sugli investitori).
La crisi ha indotto molti Italiani a ridefinire il livello e lo spettro dei propri consumi: coloro che hanno sperimentato difficoltà li hanno drasticamente ridotti, ma anche quelli che non hanno visto peggiorare il proprio tenore di vita dichiarano di aver calmierato i propri.
La crisi sembra aver indotto ad investire di più sul futuro (55%) piuttosto che concentrarsi sull’immediato “carpe diem” (40%).